Immagine correlataIl senso dell’autorita’ e ‘ da sempre presente nell’animo umano. I condottieri antichi , i re ed i principi godevano di questo senso di rispetto per l’autorita’ insita nel profondo della mente umana. Su questo sentimento hanno fatto leva non solo gli spiriti animati da nobili desideri, ma anche gli esseri umani – chiamiamoli cosi’- spinti dalle peggiori passioni ed istinti , da desideri di onnipotenza, dall’ego gonfiato all’estremo. cosi, se abbiamo avuto gli  Alessandro Magno,   Lincoln, Garibaldi dall’altro lato della moneta sono stati riveriti e temuti i tiranni, gli Hitler, i Cortes ed oggi i Presidenti  e i Primi ministri delle cosiddette democrazie.

Pero’ ogni tanto qualcuno insorge e per varie ragioni vuole emanciparsi dal falso rispetto e dalla frusta delle false guide.

Cosi’ per ragioni economiche, sociali, politiche e culturali ieri la Catalogna e’ scesa in massa per votare l’indipendenza dall’Autorita’ centrale. Le autorita’ centrali in preda al panico per la prospettata perdita di potere sul popolo ha reagito con la repressione, attivando nella gente, anche in quella non proprio convinta sull’indipendenza,  lo stimolo alla ribellione.

Cosi’ cio’ che doveva essere una pacifica quanto legittima espressione di volonta’ attraverso un referendum e’ diventata una guerra( come l’ha definita Assange) tra chi vuole almeno la liberta’ di pensiero e chi vuole continuare ad opprimere il popolo e dirigerlo con la frusta.

L’accaduto puo’ essere in realta’ l’inizio di un movimento orizzontale attraverso tutta l’Europa per la liberazione dall’oppressione di politici corrotti ed incapaci, da un’Europa vuota di significato e gestita intoto dai forti poteri economici e finanziari, un mondo oppressivo che nessuno vuole piu’. Oggi infatti stanno nascendo in varie nazioni europee movimenti per l’indipendenza: le Fiandre in Belgio, il Veneto e la Lombardia in Italia, la Brexit, e altri. Sembra si stia esprimendo da parte della gente una certa insofferenza verso i poteri centrali, a livello nazionale ed europeo.

Secondo P.R.Sarkar, fondatore della teoria socio economica del PROUT, la storia attraversa quattro fasi, l’ultima delle quali mostra una crescente   caratteristica di oppressione e sfruttamento dei pochi ricchi e potenti verso una quasi totalita’ resa schiava obbediente. Quando poi l’oppressione arriva al culmine -dice Sarkar – si ha una rivolta, una rivoluzione che porta la storia a percorrere un successivo ciclo di quattro fasi.

Le condizioni di difficolta’ e ingiustizia in cui si trova l’umanita’ oggi ci fanno pensare che il punto di rottura predetto da Sarkar stia arrivando. E ben venga questa rottura con il passato, purche’ ci sia prima di essa la nascita di una alternativa che prevenga ulteriore sofferenza alla gente e garantisca un equilibrio sociale stabile. Questa alternativa puo’ essere individuata nel sistema socio-economico Prout .

Una possibile soluzione e strada da percorrere secondo il modello Prout e’ quella di dividere il territorio in aree omogenee sia morfologicamente che per lingua, cultura e ricchezza economica. tali aree o zone economicamente autosufficienti  –  come le definisce Sarkar –  dovrebbero svilupparsi autonomamente senza dipendere dalle aree circostanti: le materie prime dovrebbero essere utilizzate e trasformate in loco, le esportazione dovrebbero riguardarev solo prodotti finiti e solo dopo che il fabbisogno locale per le minime nescessita’ sia soddisfatto. Se cio’ puo sembrare una balvcanizzazione dei territori,  lo sviluppo ulteriore previsto da Sarkar dissipa ogni dubbio: quando le zone economiche raggiungono uno sviluppo ottimale, esse dovrebbero fondersi con le zone adiacenti per creare una piu’ estesa zona, sempre sotto il principio dell’autosufficienza. Il risultato finale di questo processo di sviluppo locale e successiva fusione dara’ luogo poi ad un’unica zona economica estesa a tutto il pianeta.

 

La nuova faccia dell’autoritarismo in Europa

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